In arrivo il piano salva casa: ecco gli interventi che potrebbero rientrare nella sanatoria

Come annunciato dal Ministro delle Infrastrutture, in data 4 Aprile, il Governo sta valutando l’opportunità di varare un “mini condono edilizio”. Questa novità rappresenta un tema di notevole interesse per le sue possibili ripercussioni sul tessuto urbano delle città e sulla regolamentazione delle modifiche alle costruzioni esistenti.

La misura, attualmente allo studio del Ministero, mira a sanare specifiche irregolarità all’interno delle abitazioni, intervenendo sulle norme che riguardano i lavori edili minori (per esempio la realizzazione di tramezzi, la creazione di soppalchi, e l’installazione di nuove finestre).

L’ obiettivo principale di questa proposta è rendere le case più sicure e allo stesso tempo in regola con le leggi vigenti, cercando allo stesso tempo di venire incontro alle esigenze abitative delle persone. Trovare un equilibrio tra le norme esistenti e la flessibilità necessaria per apportare piccole modifiche agli edifici senza comprometterne sicurezza o aspetto.

Le modifiche di cui si parla riguarderebbero solo le cosiddette “piccole difformità”. Nella seguente tabella cercheremo di riassumere le casistiche che potrebbero rientrare nella possibile sanatoria:

Le principali tipologie di difformità edilizia

Difformità edilizie interne

È il caso più frequente: si compra una casa e poi si scopre che sulla base di una planimetria non vi è una stretta corrispondenza allo stato effettivo dell’organizzazione degli spazi interni. In questi casi, con il nuovo pacchetto di norma, diventerebbe possibile regolarizzarla, purché non vengano lesi interessi di terzi. Quindi: muri spostati, soppalchi o finestre diversamente posizionate ma anche tolleranze costruttive per riparametrare limiti su altezza, distacchi, cubatura, superficie, ecc., in base alle dimensioni dell’unità immobiliare, potranno essere “sanate”.

Le case d’epoca 

In merito all’acquisto di immobili costruiti prima degli anni ’60, con mancanza di documentazione sullo stato legittimo sarà prevista la possibilità di una regolarizzazione.

La doppia conformità

Attualmente, in base alle normative vigenti, per sanare costruzioni senza permessi o in difformità è necessaria la conformità sia alle regole del tempo di realizzazione che a quelle della richiesta di sanatoria. Infatti, solo con la doppia conformità si consente il rilascio della Scia o del permesso in sanatoria; diversamente, l’abuso, di qualunque tipo, resta insanabile. Si propone di eliminare questo doppio requisito, accettando la conformità in uno dei due momenti, al fine di agevolare e velocizzare la regolarizzazione.

Le tolleranze

Le variazioni entro il 2% rispetto al titolo edilizio sono attualmente considerate legittime. Si valuta di innalzare questo limite al 5% per immobili più vecchi, ad esempio costruiti prima del 1985, per adeguarsi a realtà costruttive meno precise.

Lo stato legittimo 

Per gli immobili realizzati prima del 1967 (con possibili estensioni a date precedenti), quando non erano previsti i titoli edilizi, lo stato di fatto potrebbe essere riconosciuto come stato legittimo, permettendo la sanatoria di piccole irregolarità senza condonare abusi.

Questa, insieme ad altre misure allo studio dal Governo, volte ad implementare la cosiddetta “pace edilizia”, fanno parte di un più ampio pacchetto di normative rivolte al miglioramento del contesto abitativo e della gestione del territorio.

Il piano prevede l’introduzione di un decreto-legge infrastrutture, atteso in tempi brevi, che incorporerà misure specifiche per la casa, puntando a semplificare e accelerare i processi di rinnovamento e costruzione edilizia. L’obiettivo è rendere più efficiente il settore, facilitando gli interventi di ristrutturazione e costruzione e, al contempo, garantire una gestione più sostenibile ed equilibrata del territorio.

Parallelamente, il Ministero ha in cantiere un progetto di riforma di più ampia portata che si concretizzerà, molto probabilmente, in una legge delega. Tale iniziativa mira a un riordino complessivo del Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001), una normativa che regola in modo organico la materia edilizia in Italia, e a una revisione della legge urbanistica. Questo passaggio rappresenta un tentativo di aggiornare e rendere più coerente il quadro normativo, in risposta alle mutate esigenze sociali, economiche e ambientali.

Attraverso queste misure, il governo si propone di facilitare l’accesso alle procedure edilizie per cittadini e imprese, promuovendo al contempo un’urbanistica più moderna e sostenibile, che tenga conto delle sfide attuali, come la necessità di rigenerazione urbana e la transizione energetica.

Secondo quanto dichiarato dal Ministro, questo “mini condono” dovrebbe entrare in vigore tra circa un mese, una volta risolte, da un punto di vista tecnico-legale, le domande su come dovrebbero essere applicate queste regolarizzazioni e quali limiti dovrebbero avere.

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